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    September 26

    cosa resterà di questi anni 80????

    Lo scopo di ciò é quello di rendere giustizia a una
    generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno
    più,anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri
    genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
    fino ai 50 anni.

    Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
    luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il
    referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi
    Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci
    dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di
    quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e
    discendenti.

    Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
    sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
    nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
    tutto, e nessuno glielo dice.

    Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
    saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso
    tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai
    parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

    Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
    elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu
    con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica
    di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

    Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
    Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
    fare la Maturità e i pionieri del 3+2...

    Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
    Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero
    allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto
    per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo
    riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
    D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.

    Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

    Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro comeCo-co-co e
    quelli per cui non gli costa niente licenziarci.

    Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non
    avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che
    cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e
    Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza
    Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della
    nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq,
    ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza
    sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di
    settembre.

    Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
    altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che
    internet sarebbe stato un mondo libero.

    Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
    Clementina-e-il-Piccolo
    -Mugnaio-Bianco e del Drive-in.

    Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer
    e Terence Hill.

    Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a
    usare dei gettoni del telefono.

    Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.

    Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
    Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline
    di zucchero come resto.

    Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi
    giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a
    forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e
    Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella,
    He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, I Barbapapà, i Mini-Pony, le
    Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con
    l'ascensore.

    La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.

    La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene
    un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di
    quest'anno è la favorita...

    L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi
    della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.

    L'ultima generazione degli spinelli...

    Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
    viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
    senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
    sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o
    flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in
    bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le
    altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle
    penitenze era bestiale.

    Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e
    quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli
    spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

    Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno
    era grasso e fine.

    Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai
    infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le
    nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.

    Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
    televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la
    spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di
    tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua
    non imbottigliata, che bevono anche i cani!

    E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e
    giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una
    chat dicendo :P

    Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo
    imparato a crescere con tutto ciò.

    Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!

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